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L'eleganza della carpenteria

Finiture da artisti con l’attenzione per il minimo dettaglio.
La cabinovia di “Piz La Villa” in Alto Adige e quella di Hong Kong, la copertura  dell’ospedale di Kumasi in Ghana e di un fabbricato nel cuore di Londra, passando per le strutture di approdo dei vaporetti nella Laguna di Venezia e del Lido. Questi alcuni “gioielli” firmati Officine Bertazzon, specialisti da tre generazioni nella lavorazione della lamiera e nella cosiddetta carpenteria architettonica, ovvero le maestranze  più qualificate della carpenteria  messe a disposizione delle fantasie di progettisti e architetti di fama internazionale.
Tutto nasce nel secondo dopoguerra, negli anni del boom economico, quando il nonno di Fabrizio Bertazzon, insieme ai fratelli, mette  in piedi l’officina di Vidor, che grazie alla bravura artigianale dei fondatori si fa strada nel mondo della carpenteria, quella tradizionale, per poi negli anni diversificare sempre più la produzione. 
Oggi infatti l’azienda, unendo l’alta specializzazione della manodopera alla ricerca di soluzioni innovative, spazia da impianti fotovoltaici a quelli di risalita, realizza barriere antirumore, macchinari per la lavorazione del tabacco e opere “chiavi in mano” in Italia e all’estero.
Il nostro mercato è per lo più quello estero: abbiamo già lavorato a Parigi, Londra, in Ghana e in Spagna e guardiamo con attenzione i Paesi dell’ex Unione Sovietica, del Golfo e dell’Africa mediterranea”, racconta Fabrizio Bertazzon, amministratore delegato dell’azienda, che conta 50 dipendenti, 40mila metri quadrati di superficie e la capacità di plasmare ogni anno più di 7.000 tonnellate di lamiera in vari materiali. “Il 90% dei nuovi contatti con l’estero li curo personalmente ed è una grande soddisfazione anche per il nostro staff tecnico e per gli addetti alla produzione lavorare per progetti di respiro internazionale”. La prossima tappa di Fabrizio sarà un volo diretto a Malta, dove l’azienda è impegnata nella ricostruzione della porta d’entrata della capitale La Valletta, con la realizzazione di una struttura di lame e pietra maltese, e nel rifacimento di scale e locali interni del parlamento.
Siamo spinti verso mercati internazionali - prosegue Bertazzon - perché le grandi compagnie italiane di costruzioni soffrono la mancanza di liquidità. Certo, avere committenti e progetti all’estero non è così semplice da un punto di vista logistico, visto che trasportiamo componenti di carpenteria di medie e grandi dimensioni, ma sono al tempo stesso confronti e sfide necessari”. Sfide che le Officine Bertazzon sanno cogliere, come l’ultima: un ampliamento del 40% degli spazi di produzione e l’acquisto di nuovi macchinari che strizzano l’occhio all’ambiente, testimonianza del costante investimento che bisogna fare sull’azienda stessa e sui suoi asset, nonostante l’incertezza economico-finanziaria degli ultimi anni. Si parlava di ambiente? Hanno rimosso tutto l’amianto dai capannoni e ricoperto quello centrale con un impianto fotovoltaico,ovviamente fatto in casa.

Da Platinum Luglio 2012, rivista del Sole24Ore.


Immagine ingombro #1
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